Il webmaster non scrive solo di musica. E' appena uscito il suo primo romanzo. Se volete saperne di più (e leggerlo, magari...), cliccate sulla copertina.

 

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23/04/2008

AUTOGRAPH

02/04/2008 DEF LEPPARD
13/03/2008 DELTA REBELS
01/03/2008 TIM KARR

NOTE DAL WEBMASTER

 

 

Qualche altra considerazione in libertà, stavolta riguardo l’industria discografica. Un tentativo di capire cosa succederà domani e dopodomani nel mondo della musica. Me l’ha ispirato quella notizia data da tutti i telegiornali, della super multa inflitta negli USA ad una ragazza che s’era scaricata canzoni senza autorizzazione: in particolare, il servizio trasmesso dal TG di La 7, in cui il giornalista parlava con malcelata soddisfazione della crisi profonda in cui si dibattono le quattro majors superstiti (erano sette, ma la Enigma ha chiuso i battenti, la BMG è stata acquistata dalla Sony-CBS, mentre la Polygram è stata assorbita dal gruppo Universal, la vecchia MCA), interpretando questa vicenda solo come la conseguenza (sgradevole) delle contorsioni di un animale (predatore) ferito ed in agonia, destinato ad una morte neppure tanto lenta e (grazie a Dio) inevitabile.

Il mercato discografico è stato profondamente mutato dall’arrivo del web. Il fenomeno della pirateria non era certo sconosciuto prima, ma le copie su cassetta analogica degli LP di vinile evidentemente non erano riuscite a scalfire le quote del mercato legale in misura abbastanza significativa da impensierire chi lo controlla. Ma poi sono arrivati gli mp3, internet, Napster ed i suoi eredi, il P2P, gli iPod. Nel giro di dieci anni la situazione è cambiata in maniera radicale, drammatica. Le vendite dei CD sono crollate, e le labels grandi e piccole si sono rassegnate a proporre musica anche in formato elettronico, scaricabile da siti web autorizzati: questa è stata la dichiarazione di resa ad una realtà di fatto ingovernabile, una capitolazione fatta a capo chino, piuttosto che il classico “se non puoi batterli, unisciti a loro”. Ed ha rappresentato, prima e più di ogni altra cosa, un punto di non ritorno.

La differenza essenziale, nel mondo musicale di oggi rispetto a quello di dieci anni fa, è che a fare e vendere musica, si guadagna molto meno. Non saprei quantificarlo in percentuale, ma di certo le possibilità di guadagno sono scese enormemente. Con meno capitali a disposizione, si incidono meno dischi, e quando un disco viene inciso, si cerca di farlo con meno soldi possibile. Le grandi produzioni sono morte, semplicemente perché sono diventate troppo costose in rapporto al possibile ricavo. Non ricordo dove ho letto che al giorno d’oggi, film come “Cleopatra” o “Via col vento” non si potrebbero girare perché verrebbero a costare troppo. Il cinema ha trovato la sua via d’uscita grazie alla computer graphic: non hai più bisogno di ricostruire chilometri di scenari o chiamare duemila comparse su un set: ti siedi al computer e ottieni  – spendendo poco – tutto quello che ti serve. Nella musica, però, la faccenda non è così semplice. I grandi dischi non si fanno con il computer: c’è bisogno di gente in carne ed ossa, di professionisti. Le grandi produzioni degli anni 80 erano il frutto di mesi e mesi passati in studio di registrazione, del lavoro di produttori e ingegneri del suono, di session men e songwriters. Pensate a ‘Hysteria’ dei Def Leppard, a ‘Time to burn’ dei Giant, a ‘Brigade’ degli Heart, usciamo dal nostro genere e consideriamo ‘Bad’ di Michael Jackson, ‘Sign O the times’ di Prince, ‘The dream of the blue turtle’ di Sting, ‘A momentary lapse of reason’ dei Pink Floyd eccetera eccetera. Per la realizzazione di questi dischi era stato mobilitato un esercito di gente, ogni dettaglio, ogni particolare curato e rifinito in maniera certosina. Ma tutte le produzioni discografiche godevano di cure che al giorno d’oggi appaiono impensabili. Band esordienti lavoravano con grandi produttori per tre o quattro mesi in studi di lusso, suonando canzoni messe a disposizione dai migliori songwriters. Fiumi di soldi scorrevano dai rubinetti sempre aperti delle majors, perché si era certi di un buon ritorno o, quanto meno, di poter recuperare le spese. Oggi, nessuno vuol più produrre un equivalente musicale di “Via col vento”, perché è quasi matematicamente certo che non riuscirà neppure a ripagarlo. Nel 1988, in un’intervista rilasciata a Fare Musica, Kevin Lafey, all’epoca capo del settore A&R della Warner, dichiarò che, a prescindere dalla fama dell’artista, per portare un disco dalla fase progettuale alla vendita al dettaglio occorrevano cifre nell’intorno dei duecentomila dollari (dollari del 1988, naturalmente), e che per incominciare a guadagnarci, era necessario vendere un numero di dischi equivalente a quello dei dollari che era costato farlo. Tutto questo implica cifre di un ordine che il mercato attuale difficilmente raggiunge con la disinvoltura di quindici o venti anni fa. Il modello che l’industria ha sposato oggi è l’autoproduzione. Ti registri la canzoncina sull’hard disk del tuo portatile, ti fai il videoclip con la videocamera e lo spedisci a YouTube. Se sei fortunato, scatta il passaparola e qualche milione di persone si scarica il tuo pezzo e tu diventi un divo... per cinque minuti. Perché questa dimensione musicale strapelata, fatta di ventenni che si registrano da soli la musica nel soggiorno di casa, non può che dare frutti effimeri, troppo fragili per durare. Dopo un paio di mesi la nuova sensazione è già dimenticata e si passa alla prossima. Le majors stanno imparando a cavalcare questa nuova onda.

Il professionismo in musica rischia di morire. Perché? Perché la condizione base del professionismo è la possibilità di guadagnare esercitando una certa professione. Ma fare musica, ormai, non paga più. Non è un caso che tutti si affannino a formare (o riformare) bands e suonare dal vivo: quelli dei concerti sono soldi sicuri: per entrare si deve pagare il biglietto. Fare il session man sta diventando sempre meno remunerativo. Anche i grandi produttori diventano sempre più rari. Le bands si producono i dischi da soli.

Stiamo andando a ritroso, insomma. Piano piano (ma neppure tanto piano, in fondo), torniamo ad una situazione vicina a quella dei primi anni 60, con una differenza capitale: le possibilità di sviluppo, anziché crescere, diminuiscono progressivamente. La tendenza è quella verso una musica sempre più approssimativa, rozza, suonata male e registrata peggio. L’industria musicale si sta sfracellando e parcellizzando. Fioriscono non tanto le case indipendenti quanto i distributori. Per restare nel nostro genere, le varie Frontiers, MTM, Escape, Z Records, non agiscono tanto da labels in maniera classica, ma il più delle volte si limitano a prendere in consegna un master registrato dalla band a proprie spese, stampandolo e rendendolo disponibile al pubblico tramite CD o download e occupandosi della necessaria promozione. E dato che le band non possono o vogliono caricarsi di spese ingenti alla voce registrazione, ecco che i dischi suonano sempre peggio, trasformandosi solo in scusa per andare in tour.

La musica diventa sempre meno sofisticata, sempre più approssimativa, e in futuro andrà sempre peggio, perché solo la grande industria del disco può fornire i capitali necessari alla realizzazione di produzioni di qualità. Tempo dieci o venti anni, e un certo modo di incidere diventerà un fatto episodico e saltuario o, peggio ancora, un bel ricordo. I grandi professionisti della musica dovranno trovare un altro modo per sbarcare il lunario o vedranno comunque i loro ranghi assottigliarsi in maniera sostanziale, finendo per dedicarsi in esclusiva a settori come il cinema o la pubblicità. Un giorno si ascolteranno dischi come ‘Last of the runaways’ dei Giant o ‘Pump’ degli Aerosmith con una reverenza incredula, queste opere solleveranno lo stesso stupore che i turisti provano ammirando gli edifici di Angkor Vat, la reggia di Versailles o la Città Proibita, stupore accompagnato dall’inevitabile domanda: ma come hanno fatto? Perché la musica diventa sempre più piccola: insignificante, transitoria, grossolana. Gli adolescenti di domani formeranno il proprio gusto in questa realtà squallida e anarchica, povera e rozza, fatta di canzoncine più o meno stonate e videoclip autogestiti. Le future rockstar non avranno a disposizione neppure il canonico quarto d’ora di celebrità che un troppo ottimista Andy Warhol preconizzava per ciascun cittadino delle società post moderne. Due o tre minuti, e poi tutto sarà finito. E la musica diverrà in breve un hobby, un passatempo a cui dedicarsi senza troppo impegno, perché non garantirà un ritorno economico sufficiente o un ritorno economico e basta.

Naturalmente, mi auguro – come qualsiasi persona di buon senso dovrebbe – di stare peccando di pessimismo. So che l’industria discografica ha contribuito fattivamente ad annodare la corda a cui rischia di rimanere impiccata, che le sue responsabilità dirette nella crisi in cui si dibatte sono alte. Non sto ergendomi a paladino delle majors, cerco solo di far notare che è stata una certa industria a rendere possibile una dimensione musicale che rischia seriamente di scomparire, sono stati i capitali delle varie EMI, CBS, MCA eccetera a darci tanti e tanti capolavori, che l’idea ci piaccia o meno. Le grandi corporations del disco hanno governato il mercato senza pietà: imponendo di fatto il passaggio dal LP al CD promettendo per il nuovo supporto prezzi più bassi una volta che tutto il movimento fosse passato al digitale e rimangiandosi la parola senza una spiegazione; silurando interi generi musicali in blocco soltanto per freddi calcoli di marketing; imponendo di fatto trend e artisti al pubblico. La lista dei loro misfatti è lunga un braccio ed una gamba. Ma niente può giustificare la pirateria, il furto continuo operato tramite il web, questo esproprio proletario costante e spudorato a cui tutti si sono più o meno pacificamente arresi perché, semplicemente, appare impossibile fermarlo. Se non si trova una soluzione diretta a questo problema, lo scenario non ha alcuna probabilità di mutare. E il futuro sarà davvero nerissimo.

 

* * *

 

Per sopravvenuti impegni del webmaster, gli aggiornamenti di questo sito avranno d'ora in poi carattere saltuario.

 

* * *

 

In tutte le recensioni presenti su questo sito, specifico in un box dedicato la reperibilità sul mercato dell’album in esame. I dischi sono classificati come segue:

 

in commercio: il disco figura nel catalogo di una casa discografica, ed è reperibile attraverso i comuni canali commerciali, dai negozi più o meno specializzati ai web stores, o presso la label stessa, sia nel nostro paese che all’estero.

 

buona: il disco figura nel catalogo di una casa discografica senza distribuzione in Italia, ma è reperibile attraverso i negozi specializzati in import ed i web stores esteri, oppure è da poco fuori catalogo ma risulta ancora nella disponibilità di distributori e web stores.

 

discreta: il disco è fuori catalogo, ma qualche web store ne ha copie disponibili.

 

scarsa: il disco è fuori catalogo ed è reperibile solo sul mercato dell’usato o presso i rivenditori specializzati in rarità discografiche. Considerata la quantità di offerte di CD ed LP usati su ebay, Amazon e siti equivalenti, in realtà quell’aggettivo è improprio: l’ho adottato per mettere bene in chiaro che l’album in discorso non può essere acquistato semplicemente ordinandolo presso qualche negozio, e che il suo prezzo può superare - a volte di molto - quello dei dischi nuovi.

 

 

LEGENDA:      aorarchivia;      hard blues department

artista

album

pagina

AA.VV. L.A. Blues Authority

7

AEROSMITH Permanent vacation

1

ALANNAH MYLES DISCOGRAFIA

2

ALDO NOVA Blood on the bricks

6

ALEXA Alexa

20

ANA JOHNSSON The way I am

13

ASHTON Modern pilgrims

18

AUTOGRAPH Loud & clear

25

BABY ANIMALS Baby animals

11

BABYLON A.D.

Babylon A.D.

Nothing sacred

23

BAD COMPANY Holy water

13

BAD ENGLISH DISCOGRAFIA

10

BAD MOON RISING Full moon collection

16

BADLANDS Badlands

3

BANG TANGO Dancin' on coals

14

BANGALORE CHOIR On target

3

BATON ROUGE DISCOGRAFIA

3

BEGGARS & THIEVES Beggars & Thieves

13

BEGGARS & THIEVES

Look what you create

The grey album

23

BLACK'N'BLUE Without love

7

BLACKEYED SUSAN Electric rattlebone

1

BLUE MURDER DISCOGRAFIA

1

BONHAM DISCOGRAFIA

8

BON JOVI Slippery when wet

12

BRUCE TURGON Outside looking in

17

BURNING RAIN DISCOGRAFIA

25

BYSTANDER Stranger things have happened

9

CHRISSY STEELE Magnet to Steele

20

CINDERELLA

Long cold winter

Heartbreak station

2

COLD SWEAT break out

22

COMPANY OF WOLVES Company of wolves

7

COVERDALE/PAGE Coverdale/Page

2

CRIMSON GLORY Strange and beautiful

3

DALTON Injection

13

DAMN YANKEES Damn yankees

7

DANGER DANGER Danger danger

16

DAN REED NETWORK The heat

18

DARE Out of the silence

7

DEEP PURPLE Slaves and masters

8

DEF LEPPARD

Pyromania

Hysteria

26

DELTA REBELS Down in the dirt

9

DIRTY WHITE BOY Bad reputation

3

DIVING FOR PEARLS Diving for pearls

6

DOKKEN Under lock and key

16

DOUBLE CROSS Time after time

11

EVANESCENCE Fallen

8

FEMME FATALE Femme fatale

3

FIFTH ANGEL DISCOGRAFIA

6

FINAL FRONTIER High tension wire

15

FIREHOUSE Firehouse

14

FM Though it out

9

FOREIGNER

Inside information

Unusual heat

Mr. Moonlight

16

FREDERICKSEN / PHILLIPS Fredericksen/Phillips

4

GARY HUGHES Precious ones

5

GARY MOORE Run for cover

6

GHOST TOWN RADIO DISCOGRAFIA

5

GIANT DISCOGRAFIA

18

GREAT WHITE Rock champions series

1

GREAT WHITE Great Zeppelin

9

GLENN HUGHES Blues

6

GTR GTR

12

GUNS N' ROSES Appetite for destruction

6

HARDLINE Double eclipse

19

HARLOW Harlow

12

HARTMANN Out in the cold

15

HEART DISCOGRAFIA (Anni 80)

11

HEART Jupiters darling

8

HEAVEN AND EARTH Windows to the world

8

HOUSE OF LORDS

House of Lords

Sahara

Demons down

4

HOUSE OF LORDS World upside down

19

HOUSE OF SHAKIRA First class

13

HURRICANE

Over the edge

Slave to the thrill

19

HURRICANE Liquifury

9

HYDROGYN Bombshell

22

JEFF PARIS Wired up

14

JETBOY damned nation

8

JIMMY BARNES Freight train heart

7

JOANNA DEAN Misbehavin'

3

JOE PERRY PROJECT Let the music do the talking

2

JOURNEY

Escape

Frontiers

Raised on radio

20

JOURNEY Trial by fire

1

KATMANDU Katmandu

1

KINGDOM Lost in the city

15

KINGDOM COME

Kingdom Come

In your face

Hands of time

2

KISS Revenge

11

KISS OF THE GIPSY Kiss of the gipsy

1

KIX Hot wire

22

L.A.GUNS Hollywood vampires

15

LAOS We want it

17

LEE AARON Lee Aaron

17

LEGS DIAMOND DISCOGRAFIA

14

LITTLE ANGELS Young gods

23

LITTLE CAESAR DISCOGRAFIA

2

LORD TRACY Deaf gods of Babylon

15

LOVERBOY Wildside

18

LYNCH MOB

Wicked sensation

Lynch Mob

Sacred groove

2

MAGNUM Goodnight L.A.

24

MARCHELLO Destiny

8

MECHANIX Regenerator

7

METALLICA Load

4

MICHAEL THOMPSON BAND How long

6

MILLENIUM Hourglass

4

MITCH MALLOY Mitch Malloy

21

MOTLEY CRÜE Dr. Feelgood

13

MSG MSG

24

NEAL SCHON Piranha blues

5

ONLY CHILD Only Child

6

OUTLAW BLOOD Outlaw blood

8

PARADISE Paradise

3

POISON Native tongue

2

PRIVATE LIFE Private life

13

PROPHET Cycle of the moon

2

PULSE Pulse

11

QUIET RIOT Quiet Riot '88

19

RANDY JACKSON'S 

CHINA RAIN

Bed of nails

12

RATT Ratt

2

RESTLESS Alone in the dark

11

RIVERDOGS Riverdogs + On Air

1

ROYAL COURT OF CHINA Geared and primed

5

ROUGH CUTT

Rough Cutt

Wants you

17

ROXANNE Roxanne

23

RUSH Hold your fire

7

SALTY DOG Every dog has its day

4

SASS JORDAN Racine

7

SAVATAGE

Streets

Edge of thorns

1

SHADOW KING Shadow king

4

SHADOWMAN Land of the living

11

SHORTINO / NORTHRUP Afterlife

12

SHORTINO / NORTHRUP Back on track

9

SIGNAL Loud & clear

1

SKID ROW Skid row

22

SLASH'S SNAKEPIT It's five o'clock somewhere

1

SNAKERYDER Snakeryder

14

SNAKES IN PARADISE Dangerous love

7

SONS OF ANGELS Sons of angels

22

SOUL SIRKUS World play

15

STEELHEART Steelheart

14

STORM Eye of the storm

1

SURVIVOR

Too hot to sleep

Empires

17

TALL STORIES Tall stories

21

TANGIER

Four winds

Stranded

6

TATTOO RODEO Rode hard - put away wet

4

TEN

Ten

The name of the rose

The robe

Spellbound

Babylon

1

TEN Far beyond the world

2

TEN Return to evermore

13

TERRY BROCK Back to eden

2

TESLA

Mechanical resonance

The great radio controversy

3

THE CULT Sonic temple

9

THE SCREAM Let it scream

6

THUNDER

Back street symphony

Laughing on judgement day

5

TIM KARR Rubbin' me the right way

25

TORA TORA Wild America

2

TRIBE OF GYPSIES Tribe of Gypsies III

19

UNRULY CHILD Unruly Child

1

UNRULY CHILD

Waiting for the sun

III

7

VAN HALEN F*U*C*K*

9

VIRGINIA WOLF Virginia Wolf

8

VON GROOVE Chameleon

12

WAR BABIES War babies

9

WARRANT Cherry pie

21

WHITE LION Mane attraction

12

WHITESNAKE Restless heart

1

WHITESNAKE

1987

Slip of the tongue

5

WHITESNAKE Live...in the heart of the city

6

WILD HORSES Bareback

24

WINGER Sahara

12

WITNESS Witness

16

XYZ

XYZ

Hungry

3

 

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