AORARCHIVIA

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THE WESTERN FRONT

 

 

  • EUREKA (2026)

Etichetta:Music Theories Recordings Reperibilità:in commercio

 

A questa band accennai brevemente quando scrissi del primo album dei 21 Guns: un progetto AOR messo su da Marty Walsh (Supertramp), che coinvolgeva Scott Gorham, Darrel Verdusco (Starship), Derek Bergmann e aveva al microfono Moon Calhoun. Venne registrato un album a cui si interessò l’Atlantic, ma la label decise poi di non chiudere il deal, Scott Gorham mollò tutto per tornarsene in UK e fondare i 21 Guns e Walsh buttò i nastri in un cassetto, passando a occuparsi d’altro. Come spesso accade, l’album cominciò a girare sul web come bootleg, destando infine l’interesse di una etichetta del gruppo Mascott che lo ha pubblicato con una copertina coerente, considerato che ‘Eureka’ è stato letteralmente disseppellito e portato alla luce più di quarant’anni dopo la sua incisione (che dovrebbe essere avvenuta intorno al 1985 o giù di lì). È valsa la pena di recuperare questo lotto di canzoni? Assolutamente sì. ‘Eureka’ è fatto di pura materia rock degli anni Ottanta, e di qualità sopraffina. “The Law Of The Jungle” già dice tutto, col suo funky rock high tech splendidamente Toto con appena qualche sfumatura alla John Waite, mentre con “Set Me Free” entriamo nei territori del rock da FM alla John Parr, notturno, fascinoso e cromato. “1000 Nights” la rifarà Michael Thompson su ‘How Long’ qualche anno dopo (un recupero ispirato, immagino, da Moon Calhoun), qui è proposta con un arrangiamento più colorato e meno vivace, mentre “Just Go” segue la stessa scia di “The Law Of The Jungle”, ma non è altrettanto ben riuscita. Ottima, invece, riesce “If I’m The One”, che impasta felicemente Bryan Adams, John Parr e i Journey, ariosa ed elettrica, impreziosita da un refrain delizioso, e agli stessi livelli si colloca “Rain”, in cui spicca la bella alternanza dei suoni di tastiere. Cambio di atmosfera con “Chain Of Light”, molto Loverboy, robotica nelle strofe, fresca e serrata nel coro, poi si torna al funky raffinato dei Toto per “Danger”, caratterizzata da qualche ombra prog nelle strofe e dal refrain semplice ed efficace, e all’atmospheric power alla John Parr con “Heartland” (con un pizzico di Starship nel coro, magari). Gli splendidi chiaroscuri di “I Would Rather Be Lonely” hanno un bel sapore di AOR canadese (di marca Honeymoon Suite, più che altro), il rock FM con refrain anthemico e strofe d’atmosfera intitolato “Man To Man” potrebbero averlo firmato anche i Mr. Mister, la divertente “This Is War” chiude l’album con il solito mix di Toto e John Parr.

Arrangiamenti raffinati e produzione di gran classe si potevano dare quasi per scontati e, insomma, ‘Eureka’ è una scheggia di quel rock sofisticato che fece furore nella prima metà dei Big 80s, prima che i trend decretassero un sostanzioso aumento del voltaggio per l’AOR: un recupero, dunque, di inestimabile valore per chiunque ami l’Adult Oriented Rock degli anni d’oro.