RECENSIONI IN BREVE

 

AORARCHIVIA

STILETTO "Don't Call Me Sweetie"

Le Stiletto erano cinque ragazze canadesi mai arrivate al contratto discografico. La FnA pubblicò tempo fa la loro opera omnia sotto forma di demo registrati tra il 1989 e il 1992 che testimoniava innanzitutto una valentia compositiva delle figliole tutt’altro che trascendentale. Se nelle prime tre canzoni il faro che gli illuminava la rotta erano i Dokken, su “Stand Up” e “Fallin’” veniva proposto senza fantasia il metal californiano sull’asse Ratt/Crüe, passando poi nelle successive quattro track ad un hard rock che il canto di Carole Couture portava in territori vicini a quelli battuti dagli Headpins, tornando ai Dokken per la conclusiva “Bring Back The Fire” (l’unico brano dalla resa fonica indecente). Un recupero, in definitiva, del tutto superfluo.

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FnA Records- 2017

 

AORARCHIVIA

MR. MISTER "Welcome to The Real World"

In questi tempi di revival selvaggio, in cui schiere di band setacciano materiale musicale di ogni epoca per riciclarlo (gabbandolo a volte come proprio con una sfacciataggine al limite dell’osceno), c’è almeno un settore che viene sistematicamente ignorato: il pop rock radiofonico americano degli anni ’80. Di questo genere i Mr.Mister furono campioni popolari e fortunati (due Grammy Award, numero 1 sulla Billboard 200 e disco di platino in USA per ‘Welcome to The Real World’) e, ovviamente, per questo l’hanno pagata cara, finendo catalogati alla voce “pattume” da una bella fetta dell’intellighenzia rock. A onor del vero, il loro mix di pop più o meno danzereccio, AOR e hard rock non sempre funzionava a dovere: il classico ‘Welcome…’ contiene i mega hit planetari "Broken Wings" (la cantarono, in playback, perfino a Sanremo) e "Kyrie", liriche e ariose, ma anche il pop evanescente di "Is It Love" (avrebbero potuto firmarla i Level 42 o Dan Hartman), mentre "Don’t Slow Down" è uno di quegli anthem da stadio che surrogavano (malamente) le chitarre con muri imponenti di tastiere. L’anno successivo, ‘Go On’ si mantenne su un buon livello compositivo ma venne snobbato per uno di quegli inspiegabili voltafaccia del pubblico americano (ma pagò anche una promozione misera), condannando praticamente la band a morte.

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RCA - 1985

 

AORARCHIVIA

BITTERSWEET "Loaded Up"

Pregevole raccolta di demo per una band mai arrivata al contratto discografico. Attivi tra il 1988 e il 1992, i Bittersweet prendevano come principale punto di riferimento i Warrant di ‘Cherry Pie’ ma li sposavano spesso e volentieri ai Black ‘N Blue e ai Danger Danger, coniugando benissimo il party rock al metal da spiaggia. Questi venti brani hanno una resa fonica che va dal discreto al molto buono: restano però sempre demo, abbozzi di canzoni che si presentano senza dubbio bene e a cui sono mancate solo le cure di un produttore dal tocco magico come Beau Hill o Keith Olsen per poter risplendere davvero.

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Retrospect - 2004

 

AORARCHIVIA

SUSIE HATTON "Body And Soul"

Susie Hatton, i più se la ricordano nei panni della traviata pentita nel videoclip che i Poison girarono per la canzone “Fallen Angel”: videoclip galeotto, dato che a Bret Michaels la traviata piacque tanto che con lei ebbe una relazione suppongo non tanto breve. Da questa liaison scaturì anche un album, prodotto (ovviamente?) da Bret, che vedeva Susi al microfono coadiuvata da una backing band che aveva il suo perno in Pat Schunk (Earl Slick, Britton, Stevie Nicks). ‘Body And Soul’ non era un disco di molte pretese ma risultava niente affatto malvagio: Susie metteva in mostra una bella voce dalla timbrica accattivante e la musica seguiva (ovviamente, stavolta senza punti interrogativi) la scia dei Poison, anche se in una dimensione meno elettrica e glam, più AOR, addobbata del giusto corredo di tastiere, con il plus di qualche gustosa digressione (il funky robotico “The Hotter it Gets”, il telaio ritmico zeppelinano – alla “Custard Pie” – di “When Love Comes Knockin’” addobbato di melodia pop, la cover vivace e divertita di “Brown Sugar”, tutta drappeggiata di tastiere scoppiettanti). Perché non ristamparlo?

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Giant - 1991